APPROCCI DIDATTICI


Le unità didattiche sono state ideate secondo i principali approcci orientati all'azione, ossia il costruttivismo e l'esperienzialismo. Ma quali sono, in sintesi, i paradigmi di questi due approcci? Iniziamo con le teorie costruttiviste. Secondo il costruttivismo – come suggerisce anche il nome – il sapere viene "costruito" mediante un processo di natura soggettivista, individuale, esperienziale e pragmatica, e non ha dunque carattere ontologico. Lo sviluppo delle nuove conoscenze, infatti, dipende dalla percezione di queste in base alle pre-conoscenze, ovvero in base a ciò che ciascun individuo ha già acquisito.

I capisaldi su cui poggia la didattica costruttivista sono essenzialmente due: la riflessione e l'azione (o interazione). Anche riflettere però significa agire, agire mentalmente, vale a dire ordinare, interpretare, aggiungere, eliminare, adattare, analizzare, confrontare e modificare ciò che si percepisce attraverso le diverse esperienze e secondo i diversi punti di vista [1].


Fondamentale per la didattica costruttivista è stato innanzitutto il contributo dello psicologo russo Lev Semënovič Vygotskij (1896-1934) – Lev Semënovič Vygotskij e Aleksej N. Leont'ev sono considerati i padri del costruttivismo sociale. Per Vygotskij l'apprendimento avviene in una zona di sviluppo prossimale (ZSP), ovvero «la distanza tra il livello attuale di sviluppo […] determinato dal problem solving autonomo e il livello di sviluppo potenziale […] determinato attraverso il problem solving sotto la guida di un adulto o in collaborazione con i propri pari più capaci» [2].

In buona sostanza la ZSP è lo spazio all'interno del quale uno studente si impegna a svolgere un compito che non sarebbe capace di svolgere in autonomia e a completare il proprio sapere tramite il sostegno di altri studenti che lo hanno già colmato o dell'insegnante.

All'interno di questa dimensione comunitaria ogni membro del gruppo partecipa a un dialogo intrapsichico, ovvero una riflessione personale che regola l'attività cognitiva interiore, e a un dialogo interpsichico, vale a dire all'interazione orale con gli altri.

Ecco, quindi, che l'approccio costruttivista assume un carattere auto-riflessivo, sociale e comunicativo.

Un'ulteriore teoria costruttivista basilare utile per l'ideazione di queste unità didattiche è la Teoria dell'attività di Aleksej N. Leont'ev (1903-1979), un altro psicologo russo.

Secondo lo studioso, l'attività è la risposta agli stimoli a cui l'individuo è sottoposto e ha la funzione di orientare quest'ultimo nel mondo.

Il ricercatore suddivide le attività, o azioni, in interne ed esterne.

Le prime sono le operazioni del pensiero (riflessione, genesi di idee e progettazione), le seconde sono atte a produrre o modificare qualcosa concretamente. Entrambi i tipi di attività si alternano, si influenzano a vicenda e stimolano reciprocamente il loro miglioramento.

Per Leont'ev è fondamentale soprattutto il dialogo interpsichico, tramite questo infatti le azioni possono essere mediate e reificate [3].

Un secondo approccio adottato per la creazione del materiale è l'esperienzialismo o Experiential Learning.

Questo approccio si riallaccia alle teorie costruttiviste in quanto sottolinea l'importanza dell'agire cognitivo e concreto. Tuttavia, mentre per il costruttivismo la costruzione del sapere è caratterizzata da un marcato pragmatismo, l'esperienzialismo include anche momenti dedicati al sapere teorico.

Gli esperti di riferimento in questo campo sono lo psicologo tedesco Kurt Lewin [4] (1890-1947) e l'educatore statunitense David Kolb [5] (1939), che concepiscono l'apprendimento in una sequenza ciclica strutturata in quattro momenti.

Così come per il costruttivismo, il sapere si crea partendo da conoscenze acquisite durante esperienze precedenti. Ed è proprio l'esperienza antecedente che innesca il processo di apprendimento.

Il ciclo di apprendimento si avvia con l'"osservazione riflessiva" (o "intension") durante cui l'individuo incontra i nuovi input, che lo spingono a valutare e considerare l'oggetto di studio da diverse prospettive.

La fase di "concettualizzazione astratta" (o "comprehension") è invece dedicata alla formulazione di teorie e alla genesi di idee; queste idee sono sollecitate dai nuovi input, che completano le pre-conoscenze.

Le pre-conoscenze, che diventano così conoscenze, vengono sperimentate attivamente nella fase di "sperimentazione attiva" (o "extention").

La fase di "apprehension" (che in inglese significa "apprendimento") conclude il ciclo di apprendimento e l'intera esperienza, che fungerà da base per esperienze future.

Per spiegare in maniera pratica cosa avviene durante queste quattro fasi propongo un semplice esempio, molto essenziale, che non riguarda l'etica animale. Prendiamo il caso di una classe che deve affrontare il tempo verbale inglese Present Simple.

Durante l'osservazione riflessiva l'insegnante introduce l'argomento, e può farlo in vari modi, ad esempio mostrando una vignetta o anche ponendo domande motivazionali alla classe come «What time do you usually get up?» o «Which verb tense is this?».

In seguito, propone alcune frasi o un testo (ovviamente collegati all'introduzione motivazionale) contenenti diversi verbi coniugati al Present Simple. Gli studenti leggono e cercano di orientarsi all'interno di questi testi input, di comprendere in maniera globale di cosa si tratta.

Durante la concettualizzazione astratta gli studenti cercano di comprendere in maniera più analitica come si costruisce e come si usa il Present Simple e generano ipotesi (interagendo con gli altri).

Nella fase di sperimentazione attiva praticano la struttura svolgendo vari esercizi e attività sia in forma individuale che con i compagni. Infine, concludono il ciclo di apprendimento con la consapevolezza di aver compreso il Present Simple e di saperlo usare.

Queste quattro fasi possono essere considerate micro ZSP, l'intera esperienza invece una macro ZSP.

Sia il costruttivismo che l'esperienzialismo sono paralleli alla Teoria della Gestalt [6] (Teoria della Forma, di Max Wertheimer, Worfgang Köhler e Kurt Koffka), che si sintetizza nella formula: globalità-analisi-sintesi, e anch'essi, come la Gestalt, seguono il principio della bimodalità e quello della direzionalità. I due principi riguardano il funzionamento dei due emisferi cerebrali. Secondo il principio della bimodalità, l'emisfero destro percepisce i nuovi stimoli in maniera globale e contestuale; l'emisfero sinistro invece li elabora in maniera analitica e logica. Per il principio di direzionalità, in seguito, i due emisferi interagiscono tra loro in una direzione che va dall'emisfero destro a quello sinistro. Per cui, nella creazione del materiale messo a disposizione, gli input vengono proposti attraverso attività che stimolano inizialmente la percezione globale e successivamente l'elaborazione analitica.


Sia l'approccio costruttivista che quello esperienziale sono, inoltre, caratterizzati da due momenti teorizzati da Jean Piaget (1896-1980), padre del costruttivismo interazionista, che si avvicendano costantemente, interagiscono, e che sono il fondamento dell'apprendimento: l'assimilazione e l'accomodamento.

Per assimilazione lo psicologo ginevrino intende la percezione dei nuovi stimoli in base alle pre-conoscenze, ossia alla propria struttura cognitiva acquisita tramite le esperienze passate.

L'accomodamento è invece il processo inverso, ovvero la rielaborazione e l'integrazione delle pre-conoscenze con i nuovi input [7].

Questi due meccanismi si alternano di continuo durante l'esperienza o all'interno della ZSP e sono responsabili dello sviluppo dell'individuo, della rimodulazione del sapere e del rispristino degli schemi mentali.

BIBLIOGRAFIA 📚

Biddau G., Costruttivismo ed esperienzialismo per l'apprendimento dell'italiano L2 nelle visite museali, Universitas Studiorum, Mantova, 2018.

Goodman N., The Ways the World Is, in «Review of Metaphysics», vol. 14, Catholic University of America, Washington, D.C., 1960, pp. 48-56.

Lewin K., Teoria e sperimentazione in scienze sociali, Il Mulino, Bologna, 1972 (trad. it. K. Lewin, Field Theory in Social Science, Harper & Row, New York, NY, 1951).

Kolb A. D., Experiential Learning: Experience as the Source of Learning and Development, Second Edition, Person Education, Upper Saddle River, NJ, 2015.

Id., The Processes of Experiential Learning, in M. Thorpe, R. Edwards e A. Hanson (ed.), Culture and Processes in Adult Learning, Routledge, London, 1993, pp. 138-156.

Leont'ev A. N., Activity, Consciousness and Personality, 1978 (trad. ingl. Alexej N. Leont'ev, Dejatel'nost'. Soznanie. Ličnost', Moskva, Politizdat, 1975), Marxists Internet Archive,

https://www.marxists.org/archive/leontev/works/1978/activity-consciousness-personality.pdf [ultimo accesso in rete 18.09.2022].

Id. (2005), Study of the Environment in the Pedological Works of L.S. Vygotsky, in «Journal of Russian and East European Psychology», 43, (4), 8–28.

Piaget J., Psicologia dell'intelligenza, Giunti, Firenze, 2011 (trad. it. J. Piaget, La psychologie de l'intelligence, Armand Colin Publisher, Paris, 1947).

Spinelli A., Un'officina di uomini. La scuola del costruttivismo, Liguori Editore, Napoli, 2009.

Vygotskij L. S., Il processo cognitivo, Boringhieri, Torino, 1980 (trad. it. L. S. Vygotskij, Mind in Society: the development of higher psychological processes, 1930-1935, Harvard University Press, Cambridge, MA, 1978).

Wertheimer M., Untersuchungen zur Lehre von der Gestalt, II, in «Psychologische Forschung. Zeitschrift für Psychologie und Ihre Grenzwissenschaften», Band 4, Verlag von Julius Springer, Berlin, 1923, pp. 301–350.

 

NOTE 🗒️

[1] Cfr. Goodman N., The Ways the World Is, in «Review of Metaphysics», vol. 14, Catholic University of America, Washington, D.C., 1960, pp. 48-56.

[2] Vygotskij L. S., Il processo cognitivo, Boringhieri, Torino, 1980 (trad. it. L. S. Vygotskij, Mind in Society: the development of higher psychological processes, 1930-1935, Harvard University Press, Cambridge, MA, 1978), p. 127.

[3] Cfr. Leont'ev A. N., Activity, Consciousness and Personality, 1978 (trad. ingl. A. N. Leont'ev, Dejatel'nost'. Soznanie. Ličnost', Moskva, Politizdat, 1975), Marxists Internet Archive,

https://www.marxists.org/archive/leontev/works/1978/activity-consciousness-personality.pdf [ultimo accesso in rete 18.09.2022]; cfr. anche Id. (2005), Study of the Environment in the Pedological Works of L.S. Vygotsky, in «Journal of Russian and East European Psychology», 43, (4), 8–28.

[4] Cfr. Lewin K., Teoria e sperimentazione in scienze sociali, Il Mulino, Bologna, 1972 (trad. it. K. Lewin, Field Theory in Social Science, Harper & Row, New York, NY, 1951).

[5] Cfr. Kolb A. D., Experiential Learning: Experience as the Source of Learning and Development, Second Edition, Person Education, Upper Saddle River, NJ, 2015; cfr. anche Id., The Processes of Experiential Learning, in M. Thorpe, R. Edwards e A. Hanson (ed.), Culture and Processes in Adult Learning, Routledge, London, 1993, pp. 138-156.

[6] Cfr. Wertheimer M., Untersuchungen zur Lehre von der Gestalt, II, in «Psychologische Forschung. Zeitschrift für Psychologie und Ihre Grenzwissenschaften», Band 4, Verlag von Julius Springer, Berlin, 1923, pp. 301–350.

[7] Cfr. Piaget J., Psicologia dell'intelligenza, Giunti, Firenze, 2011 (trad. it. J. Piaget, La psychologie de l'intelligence, Armand Colin Publisher, Paris, 1947).

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